Calisthenics crudele
Elise, 27 anni, è seduta su uno sgabello con una cintura legata al soffitto con una corda. Poi le sue gambe vengono tirate su e in fuori, esponendo i genitali. Gli alluci vengono legati al pavimento. Una volta che la sua figa è al massimo della sua esposizione, delle mollette vengono attaccate alle sue labbra e legate agli alluci. Elise si lamenta così tanto che le viene stretto un bavaglio a palla in bocca. A questo punto trema, gli occhi a volte roteano all'indietro. Finalmente riesce a infilare l'Hitachi nella sua figa, il che la fa andare in una folle tirata di urla. Quando è pronta a venire, chiede e quando mi dice che sta iniziando, le stacco il vibratore e me ne vado. Rimane disperata, a testa bassa e frustrata oltre ogni limite. Il prossimo obiettivo per Elise è un programma di esercizi. Farà i suoi esercizi indossando solo una pesante catena avvolta attorno a ciascun arto. Le viene chiesto di fare prima degli esercizi di stretching, per riscaldarsi. Questo ci offre una bella inquadratura del suo ano che le viene detto di flettere per noi. Le viene detto di fare l'occhiolino alla telecamera. Una volta terminato lo stretching, viene imbavagliata e le viene detto di fare dei jumping jack. Le pesanti catene che indossa rendono questo atto quasi impossibile. Ma le viene detto di farlo comunque. Poi le viene detto di girarsi e iniziare a fare flessioni. Quando è completamente esausta, le faccio mettere il culo in aria e sdraiarsi sul petto. Poi le vengono attaccati degli elettrodi ai piedi, alle natiche e un plug anale elettrico infilato nel condotto delle feci. Si dimena, urla, geme e supplica. Finalmente l'Hitachi le viene posizionato sulla fica e immediatamente si capisce che è entrata in uno stato mentale completamente diverso. Le dico con forza di non venire. Urla e una gamba sembra scalciare involontariamente. Ora implora di venire. Il prossimo passo per Elise è un po' di tempo passato a camminare in tondo senza meta. Indossa un pesante collare di metallo, nuda, con un'asta attaccata al soffitto. La fermo e le metto delle pesanti manette con una catena alle caviglie. Sono piccole e strette e rendono molto difficile camminare. Deve farlo in punta di piedi. Le lego i gomiti e i polsi. Poi le metto una corda all'inguine a cui appendo una palla da bowling. È così debilitata a questo punto che riesce a malapena a muoversi sul pavimento. Le chiudo gli occhi con del nastro adesivo e la faccio continuare a camminare in cerchio. Ora è davvero in nostra balia. Finalmente Elise è assicurata a terra, a gambe divaricate. Una rete di corde le corre su e giù per ciascuna gamba, tenendole immobili. Le sue braccia sono tirate tesamente ai quattro punti. Una corda intorno al collo, tirata stretta sopra di lei, le mantiene la situazione in tensione. Non può muoversi. Dopo diversi minuti vediamo Marina uscire e aggirarla come se Elise fosse una preda. Poi le si mette a cavalcioni sopra, le solleva il vestito e le scarica urina calda sulla figa. Poi lascia Elise sdraiata nella sua pipì.
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