Tocco curativo: trasferimento energetico

Le mani di Alex non si limitano a massaggiare: sono loro stesse. Ogni movimento della pelle unta rispecchia il trascinamento viscido del mio pene gonfio e non circonciso sotto il suo palmo: il prepuzio si stacca dalla mia testa pulsante, poi scivola lentamente su quella tenera corona ancora... e ancora. I miei muscoli si rilassano. Il mio pene si irrigidisce, gocciolante dello stesso calore viscido che lui mi inietta nella schiena. La connessione non è solo energia, è fame. I suoi pollici si conficcano nelle mie spalle e i miei fianchi sussultano. Un gemito mi esce dalle labbra mentre le sue dita scendono più in basso... È il suo ginocchio che preme tra le mie cosce? Il lavoro del corpo si confonde in qualcosa di più profondo. La sua mano finalmente si avvolge intorno al mio grosso pene che perde. "Respira", mormora. Ogni colpo del suo palmo mi tende il prepuzio, poi lo riavvolge, mungendo il mio liquido preseminale che perde. L'energia che ha promesso non scorre... sta esplodendo.
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